“Senza parlare”: quando un gruppo di ragazzi sceglie di raccontare la pace attraverso il cinema

Qualche mese fa ho avuto il piacere di condurre presso la Biblioteca Comunale di Canino un laboratorio di videomaking rivolto a bambini e ragazzi di età diverse, dalla Scuola Primaria alla Scuola Secondaria di primo grado. Un percorso che aveva l’obiettivo di avvicinare i partecipanti al linguaggio audiovisivo, ma soprattutto di permettere loro di utilizzare il video come strumento di espressione e di comunicazione.

Fin dall’inizio ho voluto che il progetto finale non fosse semplicemente un’esercitazione tecnica. Certo, abbiamo parlato di inquadrature, montaggio, recitazione, sceneggiatura e organizzazione di un set, ma la vera sfida era un’altra: trovare una storia che valesse la pena raccontare.

Per questo motivo ho rivolto ai ragazzi una domanda molto semplice:

“Quale messaggio vorreste comunicare attraverso il vostro cortometraggio?”

La risposta è arrivata quasi immediatamente: la pace.

A quel punto ho cercato di guidarli in una riflessione più approfondita. La pace è un valore universale, ma da cosa viene minacciata? Cosa la rende difficile? Quali ostacoli incontra ogni giorno?

Dopo un confronto collettivo, la loro risposta è stata sorprendentemente matura:

“La mancanza di comunicazione tra i grandi.”

Da questa intuizione è nato il cortometraggio Senza parlare.

Il titolo racchiude già il cuore del progetto. I ragazzi hanno immaginato una situazione in cui l’assenza di dialogo genera incomprensioni, conflitti e distanze. Attraverso immagini, gesti e situazioni quotidiane hanno cercato di rappresentare come spesso i problemi non nascano da differenze insanabili, ma semplicemente dall’incapacità di ascoltarsi e comunicare.

L’intero lavoro è stato pensato, progettato e interpretato dai partecipanti. Il mio ruolo è stato quello di accompagnarli nel percorso creativo, aiutandoli a trasformare un’idea in una sceneggiatura e una sceneggiatura in un prodotto audiovisivo compiuto.

Esperienze come questa confermano quanto sia importante offrire ai giovani occasioni per esprimersi attraverso linguaggi diversi da quelli tradizionali. Il videomaking non è soltanto una competenza tecnica: è uno strumento che permette di sviluppare creatività, collaborazione, pensiero critico, capacità comunicative e consapevolezza sociale.

Quando si concede ai ragazzi lo spazio per riflettere e raccontare il proprio punto di vista sul mondo, spesso emergono osservazioni che sorprendono per profondità e sensibilità. Senza parlare ne è un esempio concreto.

Ringrazio la Biblioteca Comunale di Canino per aver ospitato questa iniziativa e tutti i ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo, idee e impegno.

Il risultato finale può essere visto qui:

Buona visione!

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